Istruzioni per l'uscita dalla crisi

16 AGO 20
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Non sono un economista, ma persona comune di buonsenso (spero). Come tale avrei iniziato, per ridurre spese e debito pubblico, dall'alto e cioè dalpresidente e giù per li rami in ordine decrescente d'importanza e non dapensionati e povera gente come è stato fatto seminando, tra l'altro, ilterrore fiscale cui assistiamo impotenti. La gente si impicca perdisperazione e la politica cerca farfalle sotto l'arco di Tito. Mettiamo chele spese della politica vengano rapportate al numero dei cittadini secondoun parametro europeo; che cessino i finanziamenti a partiti o presunti tali,a giornali, a sindacati, a patronati a matronati a vaticani, ecc. in modoche ciascuno cammini in proprio senza puntelli; che si dimezzino otrimezzino liquidazioni milionarie; che ciascuno spinga da sé il carrellodella propria spesa; che si aboliscano del tutto le scorte e gli scortatorisorveglino le scuole delle ragazze rafforzando il numero degli addetti alcontrasto della mafia. Se operassimo in questa maniera nonsentiremmo più parlare di spread o d'altre simili panzane ma torneremmo a vivere, a lavorare, a metter su famiglia come è giusto che sia. Amen.